giovedì 4 gennaio 2018

PdAM : Iran in rivolta

Riceviamo e pubblichiamo:

PARTITO DELLA
Alternativa 
Monarchica
Reggenza Nazionale P.d.A.M.


COMUNICATO STAMPA


Oggetto: Iran in rivolta


04/01/2018
Il Partito della Alternativa Monarchica comunica di sostiene ideologicamente le proteste in atto in Iran, contro l’arcaico regime repubblicano basato su una dittatura religiosa islamica. È noto che tra i persiani sia ancora diffuso un ampio nostalgismo per i tempi della Monarchia dello Shah Mohammad Reza Pahlavi e che molti auspichino il rientro in patria del figlio Reza Pahlavi, costretto all’esilio, e la restaurazione della Monarchia. È riscontrato che dette protesteabbiano anche uno sfondo monarchico, dato che molti manifestanti inneggiano apertamente allo Shah e che sono stati distribuititivolantini pro Monarchia. Ieri il Principe Reza Pahlavi in un comunicato televisivo ha dichiarato di sostenere i manifestanti e che gli iraniani dovrebbero essere liberi di scegliere le proprie istituzioni.

Matteo Cornelius Sullivan
Reggente del Partito della Alternativa Monarchica



mercoledì 27 dicembre 2017

SAR Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia nominato Segretario Nazionale del PdAM

Riceviamo e pubblichiamo:


PARTITO DELLA
Alternativa Monarchica
reggenza.pdam@gmail.com
Reggenza Nazionale P.d.A.M.




La Reggenza del Partito della Alternativa Monarchica
comunica a S.A.R.
Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia
la nomina a
COMMISSARIO – SEGRETARIO NAZIONALE
A decorrere dal giorno
24/12/2017



Matteo Cornelius Sullivan
Reggente del Partito della Alternativa Monarchica


martedì 19 dicembre 2017

Il PdAM sulla traslazione delle salme della Regina Elena e del Re Vittorio Emanuele III in Italia

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo:





17/12/2017



A seguito della Recente segreta traslazione della Regina Elena su iniziativa personale di Maria Gabriella di Savoia, con annessi ringraziamenti al Presidente della Repubblica Italiana e il località diversa dal Pantheon di Roma, trovo utile rendere noto il documento preparato l’anno scorso dal Principe Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia in qualità di Presidente della Commissione di studi per la Sepoltura delle Salme dei Savoia al Pantheon del Partito della Alternativa Monarchica, regolarmente inviato a S.M. Vittorio Emanuele IV.



Matteo Cornelius Sullivan

Reggente del Partito della Alternativa Monarchica



RI2016009



24/11/2016



Oggetto: Sepoltura delle Salme dei Savoia al Pantheon



Ho fatto in questi giorni una ricerca giuridica sulla questione della sepoltura dei Reali al Pantheon (essendo stato in passato amministratore locale  e membro del “ Dipartimento Enti Locali “ di un partito politico nazionale negli anni Novanta ho una certa dimestichezza con la burocrazia statale)  e sono arrivato alla seguente conclusione:

1)      Le sepolture in luoghi diversi dai cimiteri, esempio in chiese, ed è il caso del Pantheon, art. 105 del DPR n.285 del 1990, che richiama l’ art. 341 del Testo unico delle leggi sanitarie R.D. 1265 del 1934 – XXII EF sono  “sepolture privilegiate”.

2)      Per ottenere tali sepolture sono necessari giustificati motivi di speciali onoranze, motivi da citare nella domanda rivolta all’ autorità competente, nel caso dei Reali i giustificati motivi sono “ aver retto lo Stato Come Capo di Stato e per le Regine Consorti del Capo dello Stato; inoltre nel caso di S.M. Vittorio Emanuele III di aver guidato la Nazione alla Vittoria nella Grande Guerra, compiendo in tal modo l’Unità nazionale. Nel caso della Regina Elena di essersi prodigata nella cura dei feriti ospitati al Quirinale durante la Grande Guerra e di essersi prodigata in numerose opere di beneficenza. Nel caso di SM Re Umberto di aver evitato, grazie al proprio comportamento teso al bene della Nazione,  una guerra civile dopo il referendum monarchia – repubblica e nel caso della Regina Maria Josè di aver svolto numerose attività benefiche”.

3)      La domanda per seppellire i Reali va inoltrata alla Regione Lazio. (Né il governo, né il presidente della repubblica possono eccepire e così si può bypassare l’astio repubblicano verso i Reali defunti).   Perché? Perché il DPCM (decreto della presidenza del Consiglio dei ministri) del 26 maggio 2000 ha trasferito la competenza a rilasciare le autorizzazione per sepolture privilegiate alle Regioni. Dunque va presentata domanda al presidente della Regione. In passato molti deputati hanno pensato fosse necessaria una legge ad hoc per seppellire i Reali al Pantheon, ma se si segue la via della sepoltura privilegiata è già prevista dalle leggi vigenti succitate.

4)      Documenti da allegare alla domanda: domanda del richiedente ( il Capo della Casa reale o una associazione monarchica, però se lo fa una associazione ci vuole il nulla osta di un familiare e si torna al Capo della Casa reale), biografia dei defunti, nulla osta dell’ autorità ecclesiastica competente, ossia Vicariato di Roma, parere sanitario ASL competente, parere Sovrintendenza, parere del comune, ovvio i pareri devono essere favorevoli, relazione tecnica di un architetto. Ovvio, sarebbe bene che un legale seguisse l’iter perché la legge parla chiaro, ma chi non vuole tali sepolture cercherà un cavillo giuridico per negare uno dei nulla osta richiesti. E nel caso la regione desse un diniego si potrebbe ricorrere al TAR perché è evidente che giuridicamente nulla osta.   Sperando di aver fatto cosa utile mi sottoscrivo. Chiedo solo che se questa strada verrà percorsa e porterà a soluzione della vicenda si riconosca pubblicamente che tale strada è stata trovata dal sottoscritto.



             Cordiali saluti

             Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia 

mercoledì 6 dicembre 2017

Onore a Re Michele I di Romania, 1921-2017

Onore a Re Michele I di Romania

La Real Casa di Epiro esprime alla Famiglia Reale di Romania ed alla Principessa Margherita, Custode della Corona, nonché a tutto il popolo rumeno, che ama l'istituzione monarchica, le più profonde condoglianze per la morte di Sua Maestà il Re Michele I di Romania
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giovedì 2 novembre 2017

Ius culturae...


Riceviamo e pubblichiamo:


PARTITO DELLA
Alternativa Monarchica
alternativamonarchica@gmail.com
P.d.A.M.


COMUNICATO STAMPA


Oggetto: Ius Culturae

02/11/2017

Il Partito della Alternativa Monarchica comunica: le drammatiche conseguenze per l'Italia non sarebbero determinate solo dallo Ius Soli ma anche dallo Ius Culturae, che viene tenuto ben nascosto nei salotti TV. La materia è complicata e coinvolge la legge vigente. Per lo Ius Soli: chi nasce e studia in Italia ha la cittadinanza, a patto che uno dei genitori abbia il permesso di lungo periodo. A questo punto il bambino è italiano ma i genitori stranieri. Il punto dolente sono i ricongiungimenti famigliari, secondo la legge del 1992 uno straniero può ricongiungersi coi famigliari ma a certe condizioni: in primis dimostrare un reddito adeguato e un alloggio adeguato. Con un figlio italiano le cose cambiano: il cittadino italiano ha il diritto di ricevere i parenti di primo grado senza dover dimostrare alcun requisito. Questo significherà: famiglie di 3-4 persone che ricevono altrettante persone dall'Estero, tutti a carico di un “capofamiglia” magari precario o futuro disoccupato e tutti a carico del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Ius Culturae: il DDL prevede anche un'opportunità per gli stranieri tra i 12 e i 18 anni presenti in Italia. La possibilità è di diventare italiani dopo aver frequentato un corso di formazione professionale anche triennale. Questo vuol dire che: lo straniero presente nel centro d'accoglienza, o uno delle migliaia di “fantasmi” di cui magari non si sa nulla, frequenta un corso, eventualmente anche all'acqua di rose, e dopo tre anni diventa cittadino italiano. C’è da domandarsi chi gestirà il business dei corsi ed è alquanto probabile che sia il solito PD e i centri “cattocomunisti”… Ovviamente gli stessi “altruisti” che hanno gestito “l'invasione”. I buonisti sostengono però: “Ma c'è il requisito dei 6 anni di permanenza in Italia...” sì, ma quanti sanno dell'obbligo per i responsabili dei centri di accoglienza di dare a tutti gli ospiti la residenza fin dal primo giorno? Tutti i clandestini, compresi quelli che se ne sono già andati dai centri, hanno già la residenza in Italia, chi da 1, chi da 2 chi da 3 e più anni; per gli altri basterà dimostrare di essere arrivati qui da tot di anni. Quindi: attestato di partecipazione in mano, infarinatura di un lavoro e cittadinanza italiana. Poi anche per questi: ricongiungimenti famigliari, tutti a carico di un “lavoratore” che riesce a mantenere tutti i suoi parenti. Se per ogni straniero diventato “magicamente” cittadino ci saranno altri 3 o 4 famigliari ricongiunti dall'estero, a quel punto parliamo almeno di 1,5 milioni di nuove bocche da sfamare. Questa è la realtà dei fatti, queste sono le leggi, questo è la lungimiranza del DDL che genererà un paese di sottoproletari, in miseria, disposti a qualsiasi lavoro e un’Italia popolata da stranieri, prevalentemente non compatibili alla nostra società, e questa sarà la fine etnica e culturale dell’Italia. 

Il Partito della Alternativa Monarchica