lunedì 14 gennaio 2013

Una idea dell'Indipendentismo, dalla Sicilia trimillenaria al Principato di Sealand di Roy Bates

 
 
 
 



    Una idea dell'Indipendentismo, dalla Sicilia trimillenaria al Principato di Sealand di Roy Bates

L'indipendentismo è una filosofia di vita che pertiene al concetto di Libertà, alla visione del mondo che un essere umano degno di codesto nome deve avere, se vuole dirsi meritevole di vivere e non sottospecie come altri. E' nell'istinto modellato dalla ragione che egli sceglie consapevolmente la via: nessuno oltre se medesimo può govenarlo e, allorchè la Natura unica diva, designa i confini del luogo dove ha avuto la stella mattutina della nascita, oppure dove egli medesimo ha forgiato lo spazio vitale qualora nei precedenti casi per molte e insondabili ragioni questo non sia più bastevole alla sua mente universa, nasce la concezione indipendentista.
Abbiamo ripensato a tale visione, per noi siciliani e libertari affatto naturale, qualche giorno fa apprendendo, con ritardo, della morte il 9 ottobre 2012 del Principe Paddy Roy Bates, creatore e Sovrano dello Stato indipendente di Sealand. Egli fu un combattente per la libertà; si è spento a 91 anni, dopo una lunga malattia degenerante, nell'Essex. Chi era il Principe Roy Bates di Sealand? Un uomo libero, il quale ha vissuto e interpretato quasi simbolo e realtà, il concetto universale di indipendenza.    Già ufficiale delle FF.AA. di Sua Maestà Britannica nella II guerra mondiale in Africa e sui fronti greco e italiano (partecipò alla battaglia di Cassino), Bates negli anni sessanta è stato un pioniere, nella nativa Inghilterra, del fenomeno appassionante e straordinario (da noi ricordato perchè qui fiorito un decennio dopo) delle radio libere. Fonda infatti Radio Essex e trasmette la musica rivoluzionaria del tempo, pop e rock: siccome però le leggi vigenti allora in Gran Bretagna impedivano l'autonomismo radiofonico, sceglie di trasferire la sua stazione radio "pirata" sulle Roughs tower, una piattaforma a 10 km al largo del Suffolk, di fronte Ipswich alle foci del Tamigi, intenzionalmente costruita come chiatta e affondata negli anni quaranta del conflitto, successivamente abbandonata, costituita da una superfice di circa 1300 metri quadri. Qui egli e la sua famiglia si installa nel Natale del 1966 continuando  a trasmettere. Ma ecco l'idea geniale: dato il nome alla piattaforma di Sealand (cioè terra del mare, una costruzione artificiale autonoma) e constatato che essa insiste al di fuori delle acque territoriali inglesi, l'anno dopo l'autoproclama stato indipendente investendosene della funzione sovrana, quale Principe, per sè e per i suoi successori. Paddy Roy Bates compie così un atto autenticamente rivoluzionario che ha paragoni nelle pagine della cosiddetta "pirateria" di Sir Francis Drake, o nelle storie del Raja bianco di Sarawak, Sir Brooke, formalmente sudditi di Sua Maestà la Regina, ma indipendenti come concezione dello Stato costituito sovrano. E' nella forma mentis precipuamente britannica accettare ciò, e invero nella visione della Libertà umana. Bisogna dire che quasi subito il governo laburista intervenne: con scuse capziose una fregata della Royal Navy lanciò delle bombe contro Sealand ma appellatosi Bates alla Suprema Corte britannica, questa nel 1968 sentenziò che trovandosi la piattaforma fuori dalle acque territoriali inglesi (l'estensione delle acque territoriali è stata mutata nel 1987 ma non è cambiata la sovranità di Sealand), il governo britannico non ha competenza su Sealand, costituendo de facto il riconoscimento giuridico di quella che è a tutti gli effetti una micronazione, anzi la più celebre del vasto e variegato panorama delle micronazioni del mondo.
Nel 1978 altro colpo di scena: un sequestro a cui il governo di Sealand è sottoposto da parte di alcuni usurpatori, con conseguente controsequestro di essi, trattative dipolomatiche con Germania e Paesi Bassi, i quali pure implicitamente riconoscono il Principato di Sealand come entità statale autonoma, se non de jure, de facto. Sealand ha anche subito un incendio nel 2006, dai cui danni si è ripresa. La famiglia Bates, poichè dal 1999 Principe di Sealand è Michael (il quale ha nel figlio James il successore: si è creata così la dinastia dei Bates di Sealand), ha anche ammodernato, più che ristrutturato, il concetto di nobiltà: Lord o Barone e Baronessa di Sealand è chi indipendentemente dalla nazionalità, contribuisce concretamente e finanziariamente allo sviluppo ed al mantenimento del Principato (questo del resto del contributo o del possesso anche simbolico se non reale ed estensivo della terra legato al titolo nobiliare, è il nucleo della nascita di qualunque titolo nobiliare in ogni umana civiltà: la terra è legata all'investitura o il diritto di combattere e sostenere uno stato quale che sia, sin dalla più remota antichità). Tra i Baroni di Sealand celeberrimi o meno, figura anche Sua Santità il Dalai Lama., capo di stato in esilio della nazione libera del Tibet.
Sia Paddy Roy Bates che Michael, hanno rappresentato e rappresentano tuttora la visione contemporanea di un indipendentismo senza tempo, costituendo un esempio per tutte le generazioni ed i popoli della terra, di come uno stato anche strutturalmente artificiale in mezzo al mare del Nord, col solo mòtto "E mare libertas", possa indicare la via lucida in secoli di oppressione, all'Uomo che vuole vivere secondo il diritto di una sola visione, quella della Libertà. Oggi come ieri, Sealand prospera: qui il sito ufficiale: http://www.sealandgov.org/
"Libertà va cercando, ch'è si cara, come sa chi per lei vita rifiuta" (Catone nel I canto del Purgatorio, Dante Alighieri, Divina Commedia). La Sicilia è a differenza di Sealand, una isola naturale di oltre 25 mila chilometri quadrati, ha oltre tremila anni di civiltà, il più antico Parlamento del mondo, proclamato dai Re Normanni nel XII secolo, uno Statuto Autonomista discendente diretto delle Costituzioni del 1812 (detta anche "inglese" poichè emanata quando la nostra isola era di fatto un protettorato britannico) e del 1848, che le permette di essere nella forma e nella sostanza uno Stato confederato alla repubblica Italiana, popoli diversi ma accomunati da comune indole alla libertà, alla fratellanza, alla eguaglianza dei diritti universali, e medesimamente circondata dal mare. Il nostro mare è sempre stato  la Libertà, dai tempi dei Ciclopi ci dona vasti orizzonti, nel nostro sangue scorre l'impeto delle glorie passate e future.  In Sealand tutto ciò è stato creato nella seconda metà del XX secolo a prezzo di una lotta impari ma ammirevole, da noi la lotta indipendentista del 1943-46, bagnata dal sangue dei martiri, fruttava lo Statuto il quale attende ancora chi lo applichi nella sua interezza, cioè ci riporti alla Libertà completa.
I siciliani indipendenti rendono onore alla memoria del Principe Roy Bates di Sealand, ne salutano nel Principe Michael e nella famiglia l'anelito di libertà, guardano con estrema simpatia al fresco Principato eretto sul mare e sostenuto da due torri (nel simbolismo foriere dell'Oltre, le sacre colonne dell'essenza...), cònsci che il loro passato sarà anche il loro avvenire.
"Quello che noi creammo allora sarà destinato a fruttificare, la Sicilia dovrà essere indipendente, ne ho la convinzione più assoluta", affermava Andrea Finocchiaro Aprile, carismatico e puro capo del Movimento Indipendentista Siciliano, nella sua ultima allocuzione nel giugno 1963. Ed a Sua Maestà Giorgio VI scriveva, nel dicembre 1943, per la "creazione di uno stato sovrano di Sicilia a regime repubblicano costituzionale...a conferma della secolare, tradizionale amicizia del popolo siciliano verso il popolo inglese", mentre in quei mesi il Premier Churchill giudicava il MIS, che in Sicilia ebbe fino a 500 mila iscritti, l'unico movimento politico serio del Mediterraneo.
Noi siamo già indipendenti in realtà nella nostra forma mentis dappoichè abbiamo avuto tante e tante dominazioni straniere ma siamo rimasti sempre nella razza, noi stessi, perchè nessuno è riuscito a piegarci: "poichè noi siamo dèi" (lo intuiì e suggerì Tomasi di Lampedusa, nel Gattopardo). Con questa consapevolezza sorridiamo all'unisono con la Gorgone al centro della triscele. La nostra divinità è dal cielo e dalla terra, nella consapevolezza trinitaria dell'unità, chè è Luce.

Francesco Giordano catanese di Sicilia liberamente confederata all'Italia,
dal 2008 Barone Francesco Giordano di Sealand

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