mercoledì 30 gennaio 2013

Sulla moneta complementare di Sicilia, il Grano: l'incontro dei sicilianisti a Gliaca di Piraino










  Sulla moneta complementare di Sicilia, il Grano: l'incontro dei sicilianisti a Gliaca di Piraino

L'incontro regionale sul tema "Progetto Sicilia: sistema monetario della Regione Siciliana detto Grano, complementare al sistema monetario regionale delle Banche centrali europee detto Euro", organizzato dall'imprenditore di Brolo Giuseppe Pizzino, si è svolto il 26 gennaio 2013 con amplissimo concorso di pubblico, in quel di Gliaca di Piraino, località sul mar Tirreno, affacciata sulle Eolie, in Sicilia.
Di seguito riportiamo la nota che ha pubblicato il giornale online Scomunicando (
www.scomunicando.it) in materia, con le rispettive immagini. Da rilevare l'intervento del Presidente del MIS Salvatore Musumeci, il quale ha posto in grande evidenza come il problema del lavoro e le drammaticissime prospettive degli anni futuri, siano un immenso pericolo per la sicurezza sociale del popolo siciliano, che sarà costretto a insorgere se non si risolverà dalla radice, come dal progetto in questione, la crisi di liquidità e quindi di occupazione che fa soffrire la popolazione siciliana.
Importante anche l'ìntervento di Renato Sgroi Santagati, responsabile del MOSIF-Rinascimento Siciliano, che ha fatto rilevare l'estrema penuria di liquidità che affligge il popolo siciliano negli ultimi due annni.
A ciò aggiungiamo che le proposte formulate da Pippo Pizzino ai convenuti, capi dei movimenti sicilianisti, sono contenute nel libro omonimo "Progetto Sicilia", scritto da Pizzino e pubblicato a fine 2012 per i tipi di Armenio editore in Brolo e presente in tutte le librerie; l'introduzione è dello scrittore e studioso di storia patria Francesco Giordano, che ha voluto dare una lettura storica della sovranità monetaria, quindi politica, della Sicilia, nei suoi tremila anni di civiltà.




Sicilia Nazione - A Gliaca di Piraino le varie anime dell'Autonomia

Tutti concordi: "Il Progetto Sicilia" di Pippo Pizzino è un bel punto d'inizio.
"Giorno 26 gennaio 2013, è una data destinata essere ricordata per sempre" dice soddisfatto, dopo quattro ore di convegno, Giuseppe Pizzino, l'imprenditore siciliano che ha promosso l'evento.
 A Gliaca di Piraino, duecento Siciliani, venti rappresentanti di Gruppi, Movimenti, Organizzazioni che gravitano nel mondo variegato dell'autonomia e del separatismo siciliano, sei sindaci, uomini di cultura, scrittori, giornalisti e  televisioni, insieme  tanti gente, il popolo di sicilia,  hanno partecipato per condividere - e l'hanno condiviso, facendola propria - l’iniziativa di Progetto Sicilia che mira attraverso la piena applicazione dell’articolo 41 dello Statuto Speciale della Regione Siciliana a realizzare un percorso di crescita e di sviluppo sostenibile  nell'isola.
 Infatti quell'articolo, inapplicato e disatteso come buona parte dello statuto siciliano, recita:  “Il Governo della Regione ha facoltà di emettere prestiti interni“.
 Una strada che dice Pizzino" è l'unica che possa far realizzare un percorso di crescita e di sviluppo sostenibile in Sicilia contro il degrado e la povertà, cui diversamente sarebbe condannata".
 Lavoro, questa è stata la parola che ha caratterizzato l'incontro che si è svolto alla "Scogliera", anche se poi si è discusso anche di autonomia, storia della Sicilia, strategie per nuove manifestazioni, assenza della Stato e tra le battute più applaudite ascoltate durante i lavori è stata "L'articolo 41 a noi.. il 41 bis ai politici che non lo applicano" scandita da Rosa Cassata.
 Un momento assembleare costruttutivo,  più unico che raro, che ha visto dai vertici di "Forza d'Urto" a quello dei "Forconi" al gotha del MIS e di Sicilia Indipendente, dibattere e credere in un progetto comune.
 "Creare 250.000 nuovi posti di lavoro in Sicilia, questo è possibile - dice Pizzino -è realizzabile, è semplice. Emettere prestiti interni è una facoltà riservata solo agli Stati Sovrani, quale può essere la Sicilia, questo è stato scritto il 15 maggio 1946 nel Manifesto al Popolo Siciliano, chiamato Statuto Speciale della Regione Siciliana-e aggiunge - Il Governo della Regione Siciliana deve rendere operative queste semplici dieci parole, mai applicate, deve utilizzare la moneta siciliana Grano per realizzare l’Indipendenza monetaria, economica e sociale senza le quali mai potrà esserci Indipendenza politica".
 Assenti i "politici", ma poco importa.  Al tavolo dei lavori insieme a Pizzino, Francesco Giordano - scrittore, Giuseppe Richichi di Forza d'Urto, Mariano Ferro del Movimento dei Forconi, Salvo Messina, e Nino Dovico, a rappresentare i comuni di Brolo e Piraino, il dibattitto è stato vivacizzato da tanti interventi ed è stato condotto da Massimo Scaffidi.
 "Grazie, Grazie, Grazie a quanti hanno partecipato e condiviso l’ormai nostro comune Progetto Sicilia!" conclude l'imprenditore brolese, rinnovando l'invito a sottoscrivere il progetto:
https://www.change.org/it/petizioni/popolo-siciliano-sosteniamo-progetto-sicilia-sistema-monetario-regionale-complementare

lunedì 14 gennaio 2013

Una idea dell'Indipendentismo, dalla Sicilia trimillenaria al Principato di Sealand di Roy Bates

 
 
 
 



    Una idea dell'Indipendentismo, dalla Sicilia trimillenaria al Principato di Sealand di Roy Bates

L'indipendentismo è una filosofia di vita che pertiene al concetto di Libertà, alla visione del mondo che un essere umano degno di codesto nome deve avere, se vuole dirsi meritevole di vivere e non sottospecie come altri. E' nell'istinto modellato dalla ragione che egli sceglie consapevolmente la via: nessuno oltre se medesimo può govenarlo e, allorchè la Natura unica diva, designa i confini del luogo dove ha avuto la stella mattutina della nascita, oppure dove egli medesimo ha forgiato lo spazio vitale qualora nei precedenti casi per molte e insondabili ragioni questo non sia più bastevole alla sua mente universa, nasce la concezione indipendentista.
Abbiamo ripensato a tale visione, per noi siciliani e libertari affatto naturale, qualche giorno fa apprendendo, con ritardo, della morte il 9 ottobre 2012 del Principe Paddy Roy Bates, creatore e Sovrano dello Stato indipendente di Sealand. Egli fu un combattente per la libertà; si è spento a 91 anni, dopo una lunga malattia degenerante, nell'Essex. Chi era il Principe Roy Bates di Sealand? Un uomo libero, il quale ha vissuto e interpretato quasi simbolo e realtà, il concetto universale di indipendenza.    Già ufficiale delle FF.AA. di Sua Maestà Britannica nella II guerra mondiale in Africa e sui fronti greco e italiano (partecipò alla battaglia di Cassino), Bates negli anni sessanta è stato un pioniere, nella nativa Inghilterra, del fenomeno appassionante e straordinario (da noi ricordato perchè qui fiorito un decennio dopo) delle radio libere. Fonda infatti Radio Essex e trasmette la musica rivoluzionaria del tempo, pop e rock: siccome però le leggi vigenti allora in Gran Bretagna impedivano l'autonomismo radiofonico, sceglie di trasferire la sua stazione radio "pirata" sulle Roughs tower, una piattaforma a 10 km al largo del Suffolk, di fronte Ipswich alle foci del Tamigi, intenzionalmente costruita come chiatta e affondata negli anni quaranta del conflitto, successivamente abbandonata, costituita da una superfice di circa 1300 metri quadri. Qui egli e la sua famiglia si installa nel Natale del 1966 continuando  a trasmettere. Ma ecco l'idea geniale: dato il nome alla piattaforma di Sealand (cioè terra del mare, una costruzione artificiale autonoma) e constatato che essa insiste al di fuori delle acque territoriali inglesi, l'anno dopo l'autoproclama stato indipendente investendosene della funzione sovrana, quale Principe, per sè e per i suoi successori. Paddy Roy Bates compie così un atto autenticamente rivoluzionario che ha paragoni nelle pagine della cosiddetta "pirateria" di Sir Francis Drake, o nelle storie del Raja bianco di Sarawak, Sir Brooke, formalmente sudditi di Sua Maestà la Regina, ma indipendenti come concezione dello Stato costituito sovrano. E' nella forma mentis precipuamente britannica accettare ciò, e invero nella visione della Libertà umana. Bisogna dire che quasi subito il governo laburista intervenne: con scuse capziose una fregata della Royal Navy lanciò delle bombe contro Sealand ma appellatosi Bates alla Suprema Corte britannica, questa nel 1968 sentenziò che trovandosi la piattaforma fuori dalle acque territoriali inglesi (l'estensione delle acque territoriali è stata mutata nel 1987 ma non è cambiata la sovranità di Sealand), il governo britannico non ha competenza su Sealand, costituendo de facto il riconoscimento giuridico di quella che è a tutti gli effetti una micronazione, anzi la più celebre del vasto e variegato panorama delle micronazioni del mondo.
Nel 1978 altro colpo di scena: un sequestro a cui il governo di Sealand è sottoposto da parte di alcuni usurpatori, con conseguente controsequestro di essi, trattative dipolomatiche con Germania e Paesi Bassi, i quali pure implicitamente riconoscono il Principato di Sealand come entità statale autonoma, se non de jure, de facto. Sealand ha anche subito un incendio nel 2006, dai cui danni si è ripresa. La famiglia Bates, poichè dal 1999 Principe di Sealand è Michael (il quale ha nel figlio James il successore: si è creata così la dinastia dei Bates di Sealand), ha anche ammodernato, più che ristrutturato, il concetto di nobiltà: Lord o Barone e Baronessa di Sealand è chi indipendentemente dalla nazionalità, contribuisce concretamente e finanziariamente allo sviluppo ed al mantenimento del Principato (questo del resto del contributo o del possesso anche simbolico se non reale ed estensivo della terra legato al titolo nobiliare, è il nucleo della nascita di qualunque titolo nobiliare in ogni umana civiltà: la terra è legata all'investitura o il diritto di combattere e sostenere uno stato quale che sia, sin dalla più remota antichità). Tra i Baroni di Sealand celeberrimi o meno, figura anche Sua Santità il Dalai Lama., capo di stato in esilio della nazione libera del Tibet.
Sia Paddy Roy Bates che Michael, hanno rappresentato e rappresentano tuttora la visione contemporanea di un indipendentismo senza tempo, costituendo un esempio per tutte le generazioni ed i popoli della terra, di come uno stato anche strutturalmente artificiale in mezzo al mare del Nord, col solo mòtto "E mare libertas", possa indicare la via lucida in secoli di oppressione, all'Uomo che vuole vivere secondo il diritto di una sola visione, quella della Libertà. Oggi come ieri, Sealand prospera: qui il sito ufficiale: http://www.sealandgov.org/
"Libertà va cercando, ch'è si cara, come sa chi per lei vita rifiuta" (Catone nel I canto del Purgatorio, Dante Alighieri, Divina Commedia). La Sicilia è a differenza di Sealand, una isola naturale di oltre 25 mila chilometri quadrati, ha oltre tremila anni di civiltà, il più antico Parlamento del mondo, proclamato dai Re Normanni nel XII secolo, uno Statuto Autonomista discendente diretto delle Costituzioni del 1812 (detta anche "inglese" poichè emanata quando la nostra isola era di fatto un protettorato britannico) e del 1848, che le permette di essere nella forma e nella sostanza uno Stato confederato alla repubblica Italiana, popoli diversi ma accomunati da comune indole alla libertà, alla fratellanza, alla eguaglianza dei diritti universali, e medesimamente circondata dal mare. Il nostro mare è sempre stato  la Libertà, dai tempi dei Ciclopi ci dona vasti orizzonti, nel nostro sangue scorre l'impeto delle glorie passate e future.  In Sealand tutto ciò è stato creato nella seconda metà del XX secolo a prezzo di una lotta impari ma ammirevole, da noi la lotta indipendentista del 1943-46, bagnata dal sangue dei martiri, fruttava lo Statuto il quale attende ancora chi lo applichi nella sua interezza, cioè ci riporti alla Libertà completa.
I siciliani indipendenti rendono onore alla memoria del Principe Roy Bates di Sealand, ne salutano nel Principe Michael e nella famiglia l'anelito di libertà, guardano con estrema simpatia al fresco Principato eretto sul mare e sostenuto da due torri (nel simbolismo foriere dell'Oltre, le sacre colonne dell'essenza...), cònsci che il loro passato sarà anche il loro avvenire.
"Quello che noi creammo allora sarà destinato a fruttificare, la Sicilia dovrà essere indipendente, ne ho la convinzione più assoluta", affermava Andrea Finocchiaro Aprile, carismatico e puro capo del Movimento Indipendentista Siciliano, nella sua ultima allocuzione nel giugno 1963. Ed a Sua Maestà Giorgio VI scriveva, nel dicembre 1943, per la "creazione di uno stato sovrano di Sicilia a regime repubblicano costituzionale...a conferma della secolare, tradizionale amicizia del popolo siciliano verso il popolo inglese", mentre in quei mesi il Premier Churchill giudicava il MIS, che in Sicilia ebbe fino a 500 mila iscritti, l'unico movimento politico serio del Mediterraneo.
Noi siamo già indipendenti in realtà nella nostra forma mentis dappoichè abbiamo avuto tante e tante dominazioni straniere ma siamo rimasti sempre nella razza, noi stessi, perchè nessuno è riuscito a piegarci: "poichè noi siamo dèi" (lo intuiì e suggerì Tomasi di Lampedusa, nel Gattopardo). Con questa consapevolezza sorridiamo all'unisono con la Gorgone al centro della triscele. La nostra divinità è dal cielo e dalla terra, nella consapevolezza trinitaria dell'unità, chè è Luce.

Francesco Giordano catanese di Sicilia liberamente confederata all'Italia,
dal 2008 Barone Francesco Giordano di Sealand