venerdì 22 giugno 2012

Uscire dall'Euro, unica soluzione per l'Italia: ma è molto difficile


Uscire dall'Euro, unica soluzione per l'Italia: ma è molto difficile
Scriveva Ezra Pound (Canto 115): "Vivono nel terrore gli scienziati \ e la mente Europea s'arresta... Mozart, Linneo, Sulmona, \ se i nostri amici si odiano, \ come può esservi pace nel mondo?". Quando vi fu in Italia l'introduzione della moneta unica, il famigerato Euro, nel 2002, approvato dalle due maggiori forze politiche le quali -non è un caso- ancor oggi sostengono l'attule gabinetto 'tecnico' (diciamo eufemisticamente, perché dalla caduta della cosiddetta partitocrazia nel 1992, è il secondo 'governo Badoglio' che dobbiamo subire, il primo fu quello Ciampi... già agli ordini del vero Badoglio durante l'ultima guerra.... solo che sia il Maresciallo che il sottotenente erano persone di princìpi, e fedeli al Re...) del professor Monti, ci fecero vedere le mirabilie della nuova era, immaginando il popolo che sarebbe stato quasi miracolato dalla circolazione monetaria gestita dalla BCE inglobante tutte le banche centrali degli stati europei aderenti. Ad un decennio di distanza sappiamo in che stato si trovano i popoli d'Europa, vedi Grecia Irlanda Spagna ed Italia: comatoso, per non dire al limite del suicidio etico, con tassi di disoccupazione terrificanti, gente che fruga nei cassonetti (accade da noi come al nord) in cerca della pasta scaduta per cibarsene, economia sommersa, mercato nero e droga a fiumi. Ciò è particolarmente evidente al Sud ed in Sicilia, dove aumentano le attività illegali sia tradizionali che 'costrette', provocate dalla crisi. E il cosiddetto Stato, mutatosi antropologicamente nell'ultimo ventennio da "papà" ad usurocratico, sa molto bene schiacciare il minuto commercio, anche illegale ma limitatissimo, della povera gente, sa perfettamente attraverso le agenzie delle entrate vessare i contribuenti i quali non giungono a pagare i contributi dovuti, sa benissimo attraverso la Magistratura (che fa il suo dovere, beninteso) emettere ingiunzioni e pignoramenti e sequestri, ingolfando all'inverosimile le sezioni civili dei Tribunali: ma non colpisce le grandi evasioni fiscali, almeno non ne ha la forza politica (poiché proprio i politici locali e nazionali sono grandi evasori), mentre (un recente sondaggio lo afferma) soccombe con le perdite dei ricorsi, alle giuste istanze dei cittadini.
L'Euro, oramai è caso accertato, ha impoverito i già poveri, lavoratori dipendenti, autonomi di fascia medio bassa, ed arricchito i già ricchi, grandi imprenditori che hanno delocalizzato all'estero le loro multinazionali (da Montezemolo a Della Valle), vendendoci scarpe e costumi da bagno a prezzi esosi, 'made in Cina' ma con 'tessuto italiano', dicono loro.
Questo il bilancio, disastroso, del decennio Euro. Soluzioni la politica non intende trovarne, poiché è al servizio del grande capitalismo demoplutocratico e reazionario d'oltre oceano e delle fortezze europee (la BCE in primis), e sceglie, vedi il caso Grecia, di strangolare artatamente un popolo piuttosto che salvarne la sovranità.  Uno dei casi più comuni ed evidenti è quello della Sanità: secondo uno studio Rbm salute-Censis recentemente editato, la spesa sanitaria pubblica, contràttasi per i noti tagli del governo, ha fatto lievitare quella per la sanità privata: e l'incremento sarà maggiore negli anni a venire. Per non dire, in virtù della riforma in atto, degli esclusi dalle esenzioni, poiché (in particolare al Sud) non possono dimostrare di avere svolto attività lavorative negli ultimi tre anni.     Qualcuno ultimamente, screditato per fatti noti, lancia una provocazione: "usciamo dall'Euro!", ma poi si nasconde la mano. La fine dei due raìs, l'uno egiziano malato all'ergastolo, l'altro libico trucidato senza pietà (neppure egli l'ebbe per il suo popolo, invero), è troppo vicina per rischiare.  Ma costui ha in ogni caso intùito: il popolo greco nella sua totalità ha già capito la strada da seguire per evitare ciò che con la sua serenità olimpica da economista-robot, il professor Monti ha affermato poche settimane dopo il suo insediamento: l'Italia dovrà attendere da venti a trent'anni per riprendersi dalla crisi, che è pura recessione, aggiungiamo noi. Le recenti elezioni elleniche le quali hanno veduto, per due punti di percentuale, la vittoria dei partiti pro-Euro (i quali sono responsabili del fallimento economico della Grecia degli ultimi trent'anni), non fanno che confermare il grado di corruzione dei cosiddetti 'poteri forti' di Berlino, Washington e Londra (seppure in questione di numeri la maggioranza dei votanti greci abbia preferito i partiti contrari al cosiddetto Memorandum, per il premio di maggioranza han vinto i vecchi manipolatori...), i quali anche per motivi geostrategici non hanno permesso lo sganciamento della Grecia dalla moneta unica e il risolversi della crisi.   Crisi etica, come giustamente afferma il Santo Padre (e dentro le mura leonine pure se ne riscontrano, in un clima che temiamo borgiano, gli echi cupi) nonché crisi individuale dei singoli e sociale. Crisi di egoismo imperante. Ma la Divina Natura fa il suo corso, in tal senso.
La soluzione sarebbe: uscire dall'Euro e riappropriarsi della sovranità monetaria, battere moneta nazionale come avveniva prima (identico caso l'Argentina, il cui PIL negli ultimi anni, dopo la bancarotta del 2003 ed il risorgimento, vola a ottimi livelli), svalutare in modo da cassàre i debiti con gli stati creditori, e ricostruire il tessuito nazionale già disgregato. La salvezza è lì, ma i greci, stato culla della civiltà occidentale, non hanno avuto il 'permesso' dalle potenze vincitrici della II guerra mondiale di affrancarsi dalla schiavitù: il popolo continuerà a soffrire. Come in Italia è difficile, molto difficile: la nostra Patria,   vieppiù la Sicilia al centro del mare comune, è dal 1945 a "sovranità limitata", come ben ripeteva il fu Presidente Cossiga (che di trame occulte ne sapeva molte): sarà quasi impossibile svincolarla dall'abbraccio tenacissimo degli Alleati che nel 1943 ci occuparono e ci vinsero, le cui conseguenze, ultima l'Euro, stiamo ancor pagando e che sconteranno pure le generazioni degli attuali fanciulli, magari ignorandone le scaturigini. Fenomeno nuovo, i 'grillini', dicono alcuni: vedremo.
Uscire comunque dal mefitico demone dell'Euro, svalutare e azzerare il debito nazionale, tornare a coniare la Lira (come anche alcuni docenti universitari italiani dicono a gran voce ed organizzano convegni all'uopo), per l'economia italiana e per la salvezza del popolo è l'unica soluzione. Però molto difficile, a meno di catastrofi immani, da praticare. L'alternativa è languire, morire lentamente per le masse, mentre la plutocrazia degli ottimati della politica, dell'economia, del mercato nero della grande distribuzione di droga e della prostituzione d'elìte (non sono le lucciole delle strade il problema, bensì le escort che frequentano gli alberghi di lusso pagate da personaggi d'alto bordo del mondo perbenista...), continuerà a pascersi di ricchezze che sono il sangue della gente onesta. Ma Dio c'è, di questo siamo sicuri, e con lui la sovrana Giustizia, che all'improvviso colpisce i servi del male, per giusta vendetta, e dona soddisfazione ai sofferenti. Perché non accada più che vi sia un tempo, come concludeva Pound (cit.), "dove i morti camminavano \ e i vivi erano di cartapesta".
F.Gio
Pubblicato su http://www.ilcorrieredicatania.it/?p=749

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